en Language Language
it de es
Menu Menu

Il Morso della Mela

Giovanni Camporeale


Il silenzio nella cripta era denso, rotto solo dal battito cardiaco assente del Conte Nosferatu. Davanti a lui, sul tavolino di quercia antica, giaceva la sua solita, attesa prelibatezza – ma i suoi occhi, pozzi di oscurità, non la vedevano. Erano fissi su qualcos'altro.

Accanto al desiderio primordiale, c'era Marlene. Una mela. Rossa, lucida, così perfettamente tonda da sembrare scolpita per sfidare il tempo, proprio come lui.

Per ore, Nosferatu rimase immobile. Una fame ancestrale gli ruggiva dentro, eppure quella creatura rossa e indifesa accanto al suo vero cibo continuava a tenerlo in ostaggio. Perché non l'aveva ancora addentata? La preda perfetta era a portata di mano, inerme, senza difesa contro la sua natura. Era la prima volta, da quando il sole era tramontato sulla sua umanità, che un oggetto inanimato esercitava un fascino così potente.

Infine, il tormento divenne insopportabile. Con un sospiro che sapeva di polvere e secoli, il Conte allungò una mano pallida. Le sue dita affusolate sfiorarono la buccia cerosa. Era un gesto quasi reverenziale.

"Povero diavolo," pensò, ironico, nel silenzio della sua mente immortale. Proprio come Adamo, anche lui era destinato a soccombere. Non al veleno, ma al profumo dolce del frutto proibito.

Con un movimento improvviso, quasi brusco, Nosferatu prese la Marlene e la portò alle labbra. Il suono del CRUNCH fu assordante nel silenzio tombale. Il sapore esplose, non di sangue, ma di sole, di terra e di un peccato innocente. Gli occhi del vampiro si spalancarono, per la prima volta in secoli, non per fame, ma per pura, inaspettata gioia.

La mela del paradiso aveva trovato il suo bevitore notturno.

DESCRIPTION

Racconto breve.


INSPIRATION

Sono stato ispirato dalla grande narrativa dell'Ottocento, in particolare dalla penna di Bram Stoker e dal personaggio del conte Dracula.