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Il grande melo

Chiara Acri


Il signor Eluard a questo punto si china perché non crede ai suoi occhi. E così lo vede, indifeso nella sua forza e insieme delicatezza. È veramente un germoglio, ed è proprio lì, al centro del suo giardino arido e secco. E per la prima volta, dopo molto tempo, sente come un brivido, all’altezza del cuore. Non se lo aspettava. In mezzo al suo giardino non avrebbe mai potuto credere potesse esserci ancora qualche forma di vita. E così, in silenzio, il signor Eluard inizia a piangere.
La prima lacrima è quella più dolorosa. Cade sul terreno come una biglia, però poi rotola e si espande. In quel momento anche il germoglio ha un sussulto, e piano piano si fa un po’ più alto. Il signor Eluard non è sicuro di aver visto davvero ciò che gli sembra di vedere. Allora chiude i suoi occhi, per un secondo. E dopo la prima lacrima anche tutte le altre iniziano a sgorgare, una dopo l’altra, centinaia e centinaia di lacrime, tutte quelle che non aveva mai pianto nella sua vita, e soprattutto quelle che si era tenuto dentro, dopo la morte di Mirta. Inizia a piangere e piangere, ormai non fa più male, e le formiche si mettono al riparo.
Il signor Eluard continua a piangere e piangere e ad ogni lacrima il germoglio sussulta e si smuove di nuovo. Continua a crescere; è sempre più grande, cresce ancora e ancora, rompe il terreno, i suoi filamenti fragili ancorati al suolo diventano radici, e le radici improvvisamente si fanno tronco di albero. E all’improvviso, mentre il signor Eluard continua a piangere e non riesce a fermarsi, l’l’albero diventa un melo. Più il signor Eluard piange più il melo cresce. È altissimo, quasi più alto del signor Eluard.
Quando smette di piangere, perché ha finito tutte le lacrime del mondo, il signor Eluard non può credere ai suoi occhi. È un albero bellissimo, un melo enorme. Si guarda intorno e il terreno del suo giardino non è più arido. Le sue scarpe, anzi, sono sprofondate sulla terra. Gli viene un po’ da ridere, e si avvicina verso il suo grande melo e lo abbraccia. Non sa perché, e gli sembra un pensiero stupido, ma in quel tronco di melo gli sembra di sentire il cuore pulsante di Mirta, e di poterlo stringere a sé, ancora una volta.
È a quel punto che dalla chioma iniziano a spuntare i primi frutti.Improvvisamente, il grande albero si riempie di mele;mele di tantissimi colori, tutte diverse, di moltissime varietà, tante quante le varietà di tutte le mele del mondo. Il signor Eluard continua a stringerlo, come per ringraziarlo,e forse anche perché continua a sentire in quel tronco il battito del cuore di Mirta e non vuole lasciarlo. E per quante sono qualcuna di quelle mele gli cade addosso,e a lui quella sembra una pacca sulla spalla. Rotolano una sull’altra, infinite e bellissime, le mele.E riempiono il terreno ormai di nuovo fertile del giardino del signor Eluard. Il cuore gli batte fortissimo.Chi l’avrebbe mai detto, pensa. Poi tossisce. Gli è tornata la voce.È pazzesca, la natura. Incredibile quasi come mia moglie Mirta.

Beschreibung

Il mio racconto narra la storia del Signor Eluard che in seguito alla morte della moglie Mirta si sente molto triste, e non riesce più a parlare, e anche il suo giardino diventa arido e non cresce più nulla. Fino a quando, apparentemente dal nulla, sembra sbocciare un piccolo germoglio. Nel vederlo si commuove, e il germoglio lentamente cresce, fino a diventare un grande albero di mele. Con le mele farà una grande torta e darà una festa, a cui inviterà tutto il paese. Anche la voce gli tornerà.


Inspiration

Pensare alla forza e alla bellezza della natura. E al fatto che quando siamo tristi, il mondo esterno può aiutarci a farci sentire meglio. Mi perdo spesso nella natura e mi ritrovo. L'idea di questo racconto mi è venuta proprio per questo. Ho immaginato un uomo triste abbracciare un albero di mele, il suo giardino prima arido riempirsi di frutti, e aver voglia di cucinare una torta, dopo molto tempo, e dare una festa.