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Un'abitudine vecchia trent'anni

Anna Maria Bottiglieri


Brusio,
tastiera,
computer,
"Mamma, la mela!"
12:30, pausa pranzo, sono a lavoro.
"Ma', dai che faccio tardi"
Non ho tempo,
"Arrivo amore!"
Mangio solo una mela,
"Perdo il bus così!"
Una soltanto.
"Mamma, me la sbucci?"
Con la lama spezzo,
"Dovresti anche imparare da sola!"
Incido,
"Dai mamma, è troppo tonda!"
Ruoto,
"Basta poggiare il coltello..."
Muovo,
"e si gira fin quando..."
Faccio scivolare la buccia:
casca, è a terra,
e la mia mela
ora pare
deforme.
"Vabbè mamma,
ci vuole troppo,
la sciacquo e"
La mordo.
Senza remore,
senza esitazione,
L'afferro,
nuovamente offesa,
e sorrido.
Mi guardo riflessa
e mi sembran passati
trent'anni.

DESCRIPTION

Ci sono momenti della vita quotidiana che appaiono banali, quasi meccanici, scontati, ma che, in realtà, sono frutto di maturazione, di una crescita, sono il risultato della ripetizione di un medesimo atteggiamento nel corso del tempo e, di conseguenza, il fattor comune delle epoche dell'esistenza. Così, un semplice morso ad una mela non si limita solo al gesto, bensì rievoca suoni, odori, persone e, inevitabilmente, vecchie storie che ormai sono parte di noi.


INSPIRATION

Proprio ieri, mordendo un frutto, una mela, ho pensato ai primi tempi in cui ho cominciato ad apprezzarla e ho rammentato le parole e le emozioni provate quel giorno, in quell'istante. Ho riflettuto su come in futuro, magari, mi capiterà tutti i giorni di ripetere questo stesso atto, e forse ancora avrò difficoltà a sbucciarla, ancora la intaglierò erroneamente e ancora sentirò i rimproveri di mia madre come oggi, e mi sembreranno passati trent'anni.