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Il sogno di Marlène

Olga Gioia


Il sogno di Marlène
Dieci giorni senza pioggia hanno reso la città invivibile. Non un soffio di vento, solo il fumo e i gas, mentre qualche raro zampillo dalla brutta fontana d'acciaio offre un'illusione di freschezza. Marlène cammina sul selciato e il rumore dei passi è interrotto dalle sirene delle fabbriche che radunano gli operai.
Qualche pigro piccione grigio lambisce il marciapiedi grigio.
Tra poco il piccolo caffè letterario all'angolo con la piazzetta aprirà e la clientela entrerà facendo tintinnare la porta. Si tratta, per lo più, di signore con fiori di stoffa appuntati al vestito, uomini con barbe, ex insegnanti, giovani occhialuti, ragazze lunghe con frangette corte. Ogni mercoledì circolo di lettura. Corso di lettura ad alta voce il venerdi. Dolci vegani. Marlène ha un po' perso l'entusiasmo iniziale, ci prova a ricordarsi della passione di quando tutto doveva avere inizio. Ancora in limine. Il progetto come un sogno. Aveva sempre desiderato aprire una libreria di libri per vedere come si fa a creare un posto carino per leggere e bere un tè, magari.
Adesso fa ciò che ci si aspetta da lei, senza rigore né entusiasmo, perché la sua mente è impegnata nel tentativo di crearsi una via di fuga, "una maglia rotta nella rete".
Di colpo la porta si spalanca con il fragore del mugghiare del mare. Entra il vento e, portato dal vento, un forte ragazzo in pelle si muove come un problema tra i banchi e gli scaffali. Fruga. Chiede. The big picture. Non credo ci sia. Chi è l'autore? Poi Come fai a stare sempre chiusa qui dentro. Allora?
Allora. Via di qui sulla moto loro due. Le strade si allargano, i palazzi svaniscono e anche il fumo bigio e il fetore. Quello che Marlène vede ora è a colori. Alberi e squarci di cielo e mare. Giardini e fiori e terra. Profumi. L'opera d'arte della natura si svela e si spalanca. Marlène è Alice nell'atto di meravigliarsi. Tutto è sublime senza sforzo. La moto si ferma tra i campi e loro rubano frutti dagli alberi. Rossi fichi, uva dolcissima, piccole mele verdi e aspre. Fuggono via di nuovo e la fuga li porta fino al mare. Le dune, il profumo del mirto. Il cistio e l'elicriso. Marlène e il ragazzo-vento aspettano seduti fino a che il sole non cade giù, lasciando nel cielo la tavolozza più dotata che un pittore possa desiderare. E, si sa, ogni inizio è solo un seguito.

DESCRIPTION

Breve racconto sul desiderio di vivere in armonia con la natura


INSPIRATION

La perfezione di una mela