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I Malati con le Mele

Anna Grasso


29/10/2025
Caro Sign.re Artusi,
Quanto mi piacerebbe che questa lettera potesse realmente arrivarle, che lei con il suo cuoco e la sua governante potesse provare a preparare la ricetta che sto per raccontarle e che forse, dopo aver pervaso la vostra casa di un dolce e caldo odore di mosto e mele cotte possa inserirla nel suo grande libro di cucina italiana affianco alle altre opere d’arte culinarie lì raccolte.
Ha presente il detto: “Una mela al giorno toglie il medico di torno” ?
Ecco, a me, mia nonna, ha sempre detto: “vuoi i malati con le mele?”
Può sembrare un po' strano all’inizio lo ammetto ma vedrà che fra poco tutto sarà più chiaro. Basta mettere a bollire 10L di mosto, risultato della vendemmia, un prodotto della terra fresco e ricco di nutrienti, una vera delizia, insieme a delle mele tagliate a spicchi, quelle che maturano in questo periodo, tra metà agosto e fine novembre, croccanti, dolci e aromatiche, dai colori accesi e vibranti grazie al clima presente nei frutteti dell’ Alto Adige che le rende uniche e inconfondibili, le mele Marlene. Si possono trovare ricette anche con mele di altro tipo ma in famiglia siamo ormai abituati al loro irresistibile sapore e non possiamo farne a meno, neanche in questa ricetta! Nel mentre si impastano 2KG di farina di grano duro con dell’altro mosto caldo fino ad ottenere un impasto simile a quello della pasta fatta in casa. Tre ingredienti, passaggi facili e tanto divertimento.
Poi la parte più bella alla quale anche noi bambini potevamo partecipare ovvero tirare l’impasto per creare delle “biscioline”, così le chiamiamo in famiglia, da ripiegare su sé stesse come dei tarallini per poi tuffarli nel mosto caldo, ma che non sia già vin cotto, per 10-15 min. A questo punto si prende una bella ciotola, di quelle profonde e grandi che tutte le nonne hanno in casa e si aspetta impazienti che questi si sciorino un po', altra parola del nostro dialetto, per poterli mangiare accompagnati da altro mosto, di cui mio fratello va matto. Le consiglierei di provarli anche completamente freddi quando iniziano ad assorbire il sughetto e prendono ancora più sapore e soprattutto insieme alle fette di mele rese tenere e succose dal mosto, io gli adoro! I malati con le mele rappresentano il sapore dell’ infanzia e dei ricordi condivisi con la nonna in cucina, entrambe sporche di farina e poi con tutta la famiglia a tavola. Sono una coccola che ti scalda e ti avvolge, che aspetti con impazienza tutto l’anno e proprio per questo ancora più speciali. L’unione perfetta dei tesori sempre nuovi che la terra ci regala, ricchi di sapori e gusto, e le tradizioni culinarie delle nostre nonne, che sopravvivono e si evolvono per rimanere eterne sulle nostre tavole.
La mia speranza è che grazie a lei questa ricetta possa arrivare a più persone possibili, che tutti possano scaldarsi il cuore e deliziare il proprio palato con i malati e le mele Marlene;
Un carissimo saluto e un forte invito a mettere le mani in pasta!
Anna Grasso.

DESCRIPTION

Quest' opera è una lettera indirizzata al grande Pellegrino Artusi per raccontargli un piatto che rappresenta per me l'infanzia e la storia di famiglia, per riuscire a condividere con più persone possibili tutto questo gusto e amore, una tradizione dolce e calda, che può unire grandi e piccini, passato e futuro: I malati con le mele!


INSPIRATION

Avete presente quando amate o vi piace qualcosa così tanto che vorreste che tutti lo sapessero e provassero lo stesso? Questo è il motivo per cui ho scelto di scrivere una lettera ovviamente indirizzata a Marlene, ma nelle vesti di P. Artusi, perché lui in passato avrebbe avuto questo potere grazie al suo libro e oggi invece questa possibilità è nelle mani di Marlene. Un' opportunità di promuovere le sue fantastiche mele e una ricetta del cuore, calda e profumata, ricca di storia e ricordi.