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La nascita e rinascita di Marlene/Marlena

Gaia Panigutti


Sulla fine dei vivaci anni 80 in un paesino italiano sperduto tra i boschi, vivevano un uomo e una donna che come professione facevano il minatore e la contadina. Avevano una splendida ed incantata figlia di nome Marlena; 14 anni, alta, snella e testarda. La sua carnagione era chiara come la neve che ricopriva le cime dei monti durante il rigido inverno. Aveva il viso magro e ovale; le sue guance erano sempre rosee come i petali della peonia, il suo naso era come un bottoncino alla francese e ricoperto da delle lentiggini marroni come la terra che sua madre coltivava; aveva delle labbra fini e rosse come il fuoco che ardeva dentro il suo cuore e due occhi più verdi delle foglie che spuntano dagli alberi in primavera. Marlena era una ragazza determinata, coraggiosa e altruista, ma allo stesso tempo fragile e poco compresa.
Il giorno del suo quindicesimo compleanno il padre, rincasando dal lavoro, le portò una gemma come regalo. Aveva le dimensioni di un seme, era verde quanto i suoi occhi, con delle venature dorate all'interno; Marlena ne era talmente tanto affascinata che la rubò dalle mani di suo padre prima che lui gliela potesse consegnare e la portò veloce con sé nella sua cameretta. La scrutò per ore e ore fino ad addormentarsi sulla sua improvvisata scrivania.
Durante la notte stessa accadde però qualcosa di inaspettato, la gemma iniziò ad irradiare luce ovunque, costringendo la ragazza ad aprire gli occhi e scoprire uno spettacolo di luci che inondava la stanza. Le venature dorate sembravano indicare, in una grande mappa di luci e ombre, una traiettoria da seguire per trovare un incomprensibile tesoro; così, la mattina seguente, si decise a partire.
Arrivata l’alba Marlena aveva pronto con sé uno zaino con tutto l’occorrente: un po’ di cibo, dell’acqua e una bella mazza da baseball che le avevano regalato le zie due Natali prima… e anche la gemma naturalmente. C’era solo un vero e proprio ostacolo da superare, i suoi genitori.
Per non metterli sotto pressione decise di scrivergli un bigliettino e lasciarlo sul tavolo del salotto rassicurandoli che non si sarebbe assentata tanto. Marlena camminava, camminava, camminava; più il tempo passava e più il gelo la irrigidiva; le provviste finirono presto. Riusciva a procurarsi del cibo, qualche bacca qua e là non era difficile. Bastava seguire attentamente i consigli che la mamma le aveva dato per tutta la vita; per un goccio d’acqua fresca bastava una mano allungata sul greto del torrente che Marlena ben conosceva.
Il suo obiettivo era arrivare a destinazione a qualunque costo.
La gemma non le forniva però molte informazioni, così dovette rimanere sveglia durante tutta la notte per leggere la mappa, anche se spesso le capitava di addormentarsi; ma aimè, il mattino si svegliò e, di fatto, tra le sue mani non c’era più la gemma. Presa dall’ansia Marlena iniziò a cercare ovunque, ma nulla da fare. Dopo un po’ di tempo percepì una presenza, era uno gnomo delle nevi, ne aveva sentito parl

Beschreibung

Questo testo parla di una giovane ragazza che intraprende un lungo viaggio, quasi un percorso di formazione.


Inspiration

Mi sono ispirata alle difficoltà che noi adolescenti abbiamo ogni giorno e ho pensato di raccontarle un po' attraverso la storia dell'adolescente Marlena.