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Fata Mela Marlene

Andrea Bottinelli


C'era una volta un regno incantato fatto di valli verdi, verdi, verdi, e al centro di esso c'era un bellissimo castello di colore rosso, rosso, rosso.
Lì viveva la famiglia delle mele, i regnanti ufficiali dell'intera valle.
In una minuscola stanza di questo castello, abitava una piccola mela di nome Rosina.
Era diversa da tutte le altre, per via del suo colore, ed era anche l'unica del regno a non avere una mansione. C'erano il re e la regina, c'erano le mele insegnanti, le mele cuoche, le inservienti, le contadine e lei non era nessuna di queste.
Una mattina, mela Rosina si svegliò, come tutte le mattine, da un raggio di sole furbetto che si infilò nella sua cameretta. Si stiracchiò per bene, e corse a trovare la sua migliore amica, Mela Principessa.
Rosina nonostante fosse diversa da tutte le altre mele, era amica di tutti, soprattutto della principessina erede al trono.
Ma, con sua grande sorpresa, nella stanza reale non la trovò.
Si recò allora nella stanza di Re Melo e Regina Mela, ma nemmeno qui trovò nessuno.
Cominciò a perlustrare il castello, stanza dopo stanza, angolo dopo angolo, andò dove batteva luce e dove regnava ombra, ma nulla, tutti erano spariti.
Si recò nella valle degli alberi, salì sulla collina più alta del regno, scese lungo le ripide coste e si avventurò nel bosco di castagni ma nulla, non incontrò mai anima viva.
Rosina allora andò dal grande albero, il vecchio saggio del principato.
Era un albero di melo maestoso, perennemente fiorito e sempre prodigo di consigli per chiunque ne avesse bisogno.
Rosina era davvero minuscola al suo cospetto, e ai suoi piedi, era inebriata dal profumo dei suoi fiori.
Timorosa, si avvicinò, lo toccò con un rametto, si schiarì la voce, e... Il vecchio Melo l'interruppe.
“So perché sei qui, disse”. “E so anche cosa devi fare”.
“Se vuoi rivedere i tuoi cari, devi cercare e trovare Mela Fata Marlene, l'unica che può spezzare l'incantesimo che è sceso sulla valle e riportare tutti nel regno”.
Rosina si guardò attorno impaurita, non sapeva davvero come fare per trovare la fata.
Il vecchio albero nel frattempo si chinò, si staccò un rametto pieno di fiori, e glielo porse.
“Questo ti sarà d'aiuto, le disse. Ora non indugiare, vai corri!!”.
Rosina prese la fronda e si mise a correre, senza minima speranza invero, verso la Fatina Marlene che l'avrebbe aiutata a rivedere i suoi amici.
Corse, corse tantissimo la nostra piccola, lungo i prati, fianco ai fiumi, vicino alle rocce, nuotò, attraversò le rive, finché stanca, si fermò delusa accanto a un lago.
Chissà dove viveva questa fata, e se sarebbe mai riuscita a trovarla! Si mise a piangere e le sue lacrime infransero l'acqua del lago Fiordispecchio.
Sentendo il rumore delle proprie lacrime che cadevano in acqua, Rosina smise di piangere e si mise a guardare la superficie del lago.
Si vide riflessa. Il suo bianco candore faceva contrasto col blu del cielo.
Teneva in mano il bastone donatole dall'albero saggio e le sembrava quasi... il suo pensiero f

Beschreibung

Da bambino amavo Gianni Rodari e da grande amo "riproporlo" con la mia fantasia.


Inspiration

Amo la natura, il Trentino, le mele e le favole :)