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Come in una favola

SILVIA FAINI


Come in una favola

La pioggia aveva cominciato a cadere quando Adele era ormai a metà del percorso: una pioggia sottile, quasi impalpabile, che avvolgeva in un abbraccio freddo i prati e le chiazze di larici dorati. La strada forestale si snodava verso l’alto con lunghi, ripidi tornanti: il rifugio, al di là del passo a 2400 metri, era ancora lontano.
Forse era stato un azzardo partire dal paese nonostante il cielo grigio, pensò Adele: non c’erano altri escursionisti in quel mattino di ottobre inoltrato, né mucche al pascolo, ormai tornate nelle stalle in paese, né selvatici sui crinali alti della valle.
***
Il rifugio, come aveva immaginato, era chiuso: panche e tavoli erano stati ritirati all’interno. Adele si guardò attorno, incerta se sostare sui gelidi scalini in pietra sbocconcellando il proprio panino, o tornare rapidamente a valle.
La pioggia polverosa andava via via trasformandosi in nevischio.
Adele si tirò il cappuccio della giacca a vento sulla testa, serrò i lacci degli scarponi e cominciò a scendere. Il silenzio era assoluto: non c’era il mormorio del torrente, non c’era volo di uccelli o rapido apparire di caprioli; le sembrava di essere un pupazzo in una palla di vetro.
La neve, che si era fatta più abbondante e più pesante, cominciava a imbiancare anche i suoi indumenti. Alzò lo scalda-collo per proteggere dal freddo le labbra intorpidite e fu in quel momento che ebbe la netta impressione di sentire profumo di torta di mele. “Impossibile” si disse, e proseguì l’interminabile discesa.
Il profumo di torta di mele si fece più forte.
Adele si fermò, si guardò attorno, restò in attesa di un altro indizio: nulla!
Scosse la testa e riprese il cammino.
Il profumo era svanito.
Poi, mentre il vento le buttava in faccia manciate di nevischio, ecco di nuovo l’inconfondibile aroma. Adele si guardò attorno e scorse un vecchio maso che si ergeva sul ripido pascolo alla sua sinistra: il fumo che usciva dal comignolo si perdeva nel turbinio di fiocchi di neve. Da una finestra si scorgeva l’interno pallidamente illuminato.
Il desiderio di tepore spinse Adele a percorrere il breve tratto che portava alla casa e, prima ancora che avesse tempo di salire la mezza dozzina di gradini, l’uscio del maso si aprì e una donna anziana spalancò le braccia dicendo: “Ma benedetta ragazza, dove vai con questo tempo? Entra, su, accomodati!”.
Quando Adele varcò la soglia, le sembrò di essere entrata in una favola: su un basso mobile un grande canestro era colmo di mele rosse e bianche e sul tavolo – al quale era seduto un uomo dai capelli candidi – troneggiava un grande Apfelstrudel, dorato e fumigante: la fragranza di mele, zucchero e cannella colmava l’intera stanza.
***
Quando, un paio d’ore più tardi, la neve smise di cadere, Adele salutò e abbracciò i due anziani ospiti e si rimise in cammino. Il profumo di mele e cannella che aveva avvolto i suoi indumenti l’accompagnò lungo tutta la discesa e restò, come un piacevole ricordo, per molti, molti anni.

Beschreibung

Adele, una giovane escursionista, viene ospitata da una coppia di anziani: sul loro tavolo troneggia un magnifico strudel di mele.


Inspiration

Mi ha ispirato l'ambiente dell'Alto Adige e le molte escursioni fatte in ogni stagione, spesso concluse con una fetta di Apfelstrudel.