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Cuore di mela

Antonio Battistel


Sulle Alpi trentine i frutteti erano giunti a maturazione e si attendeva la raccolta autunnale. I meli
erano carichi di grossi e polposi frutti dai colori caldi e dalla buccia lucente.
Azalea era una piccola mela gialla, che una violenta grandinata estiva aveva reso deforme. I
chicchi gelati avevano deturpato il suo corpo e a fatica le sue ferite si erano rimarginate, lasciando
profonde cicatrici.
Quando il contadino si avvicinò al melo su cui era cresciuta la vide, ma non la staccò dal ramo. Le
sorelle di Azalea, invece, furono raccolte e riempirono ceste e ceste. La povera meletta rimase
sola e pregò che una raffica di vento la facesse cadere, per diventare, almeno, cibo per gli animali
selvatici. I giorni passarono e la mela cominciò a raggrinzirsi: la pelle e la polpa persero tonicità e
consistenza, il colore si sbiadì e il picciolo si seccò.
Un giorno un cinghiale si strofinó contro il tronco del melo, fece tremare la mela e questa si staccó
e rotolò lungo il pendio della collina. L’atterraggio violento l’ammaccò.
In breve tempo si ritrovò infilzata nel becco di una cornacchia affamata, che volò sul tetto di una
cascina, per gustare il buon boccone. L’uccello ne inghiottì una buona parte e il torsolo cadde in un
abbeveratoio nel recinto dei cavalli. Il piccolo corpo mutilato di Azalea cominciò a galleggiare e
l’acqua leniva le sue ferite.
Mentre la poveretta sognava di diventare un dissetante succo di frutta o una dolce confettura da
spalmare sul pane, si sentì addentare. Un cavallo che stava dissetandosi la morse e con grande
gradimento la trangugiò in un battibaleno.
Il giorno stesso Azalea ritornò sulla terra ricoperta di letame. Per tutto l’inverno rimase al caldo e al
sicuro in un campo che il contadino aveva concimato.
A primavera uno dei semi di Azalea si radicò nel terreno, germogliò e spuntò una piantina. Sole,
pioggia, vento e le cure dell’agricoltore la fecero crescere sana e forte. L’anno successivo sui suoi
rami apparvero delicati fiori rosa che diedero vita a bellissime e profumatissime mele. Le figlie di
Azalea si moltiplicarono e nel campo il melo troneggiava maestoso ed era l’orgoglio del contadino

Beschreibung

La fiaba narra le disavventure di una mela scartata dall'uomo a causa delle sue imperfezioni e la sua forza di rinascita.


Inspiration

L'ispirazione nasce dall'idea di acquistare anche la "frutta brutta ma buona", quella con qualche difetto, ma che risulta saporita e ricca di sostanze nutritive come la frutta esteticamente perfetta. Sceglierla è un atto di sostenibilità, poiché riduce lo spreco alimentare e promuove un consumo di prodotti coltivati in modo naturale e a prezzi convenienti.