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La mela, versi per Madre Claudia Russo.

Massimo De Mellis


La mela

(versi per Madre Claudia Russo)

Quel giorno, era l’alba dell’uomo,
la mela fu pietra d’inciampo
grigi fardelli franarono sul vivere
ma la mela era dolce e gentile
un piccolo pomo zuccherato
sospiro lieve del creato
non aveva colpe, non aveva ombre

riapparve ambasciatrice
di dubbi e domande, la mela,
nelle mani di una donna sola
dono per abbracciare la notte
ed invece compagna di un viaggio
più lungo, nel bruno passaggio.
Svolse il suo compito, la mela,
e la donna fu in chiaro giardino
dove d’incanto non c’era più
il freddo del vento e del cuore

per Claudia e le sue amiche
un vuoto gelido nell’animo,
i poveri non possono attendere,
questo lasciò capire, la mela,
troppi giorni dispersi senza il fuoco
d’amore, troppi volti perduti
tra le pagine del tempo
i trascurati attendono mani,
anèlano parole di luce!

e ti facesti Madre, Claudia,
per portare il piccolo Bambino
ai “figli” abbandonati e la Notizia
e la Speranza, rendendoti povera
tra i poveri e luce nel buio,
beata nel cuore e tra gli angeli.

DESCRIZIONE

La mia poesia ha, tra i protagonisti importanti della narrazione in versi, la tonda e succosa mela, simbolo di vita. La mela assume un valore determinante nella scelta di missione della Venerabile Madre Claudia Russo, che dedicherà la sua vita a far sì che nessuno resti solo nella malattia e nella più grande difficoltà di vita. Una donna anziana morì, infatti, solissima, ma con una mela stretta tra le mani, che una volontaria le aveva lasciato la sera prima della sua morte.


ISPIRAZIONE

La mela è un simbolo di vita. Un dono di dolcezza. Un segno della capacità della Natura di darci l'energia del sole, l'affetto del cielo, i colori della salute. Pensando alla mela, e nell'Alto Adige, c'è un esemplare gustosissimo di questo frutto, Marlene, mi è venuta in mente questa storia verissima e profonda che riguarda la vita della Venerabile Madre Claudia Russo e la squisita mela. Viva Marlene.