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Un'amica da festeggiare

Carolina Pinton


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Un’amica da festeggiare
Non appena la notizia dei festeggiamenti in programma per il suo 30° anniversario si diffuse, parve subito a tutti un’iniziativa entusiasmante quella che li invitava a utilizzare colori e inquadrature, ingredienti, parole e note musicali, per provare a esprimere in maniera artistica ciò che Marlene significava per ciascuno di loro.
Né la reazione poté dirsi inaspettata, tenuto conto che si trattava di celebrare un’infaticabile promotrice di benessere, una comunicatrice di talento, una vera fuoriclasse di Natura.
Una così faceva scuola, era inevitabile, e fino a lì l’aveva fatta in particolar modo dimostrando quanto fosse importante adoperarsi affinché le esperienze che ci si trovava ad affrontare non rimanessero isolate, ma riuscissero a dialogare con l’esterno, entrando a far parte anche di altre esperienze, mediante una narrazione efficace che, come una specie di amalgama, fosse in grado di incorporarle e di trasformarle in buon materiale edile per la costruzione del futuro.
Marlene non aveva mai avuto dubbi in proposito, tanto che era stata pronta a dare l’esempio, accettando addirittura di figurare in alcune memorabili campagne pubblicitarie, allo scopo di far sapere al maggior numero di persone possibile di che pasta l’avevano fatta il territorio, la passione, l’impegno costante di cui era il frutto, e quali principi le avessero trasmesso, contro ogni genere di spreco e per la valorizzazione delle biodiversità, in un’ottica di agricoltura sostenibile.
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«Un raccolto eccellente è un lungo viaggio, che può tornare utile descrivere sia dal punto di vista delle difficoltà che da quello della meraviglia che rappresenta, con la sua armonia multicolore, le sue diverse consistenze, i profumi che sprigiona…» le premeva di sottolineare sempre, per una delle sue convinzioni più radicate.
E fu proprio perché chi la frequentava riconosceva ormai nei suoi consigli la direzione giusta da seguire per cercare di stare bene come comunità, oltreché come individui, che i preparativi per la festa poterono contare fin dall’inizio su di una gran voglia di restituirle qualcosa in cambio di quanto ricevuto, qualcosa che assunse presto i connotati di una straordinaria varietà di apporti creativi, tale da indurre infine la loro musa esclamare ripetutamente, sbalordita e commossa, mentre passava in rassegna le opere della collezione: «Ma questa sono io»... oppure: «Ehi, qui c’è una dedica per me!».
Quasi non si capacitava del numero strabiliante di amici che, con il linguaggio dell’arte, avevano voluto omaggiarla, rivelandole di averla scelta come fonte d’ispirazione per il loro stile di vita e di doverle la preziosa consapevolezza di che gusto speciale avesse l’opportunità di crescere insieme.

DESCRIZIONE

Quante storie ha da raccontare la bontà? Quella di Marlene davvero moltissime e conoscerne almeno qualcuna fa capire come tanta delizia sia frutto di Natura, certo, ma anche di progettualità e di dedizione, e come, nel complesso, si tratti di una realtà che da una parte ci alimenta, ma dall’altra chiede di essere alimentata, a sua volta, dalle scelte quotidiane di ciascuno di noi.


ISPIRAZIONE

Gli amici fanno crescere, fanno diventare più forti, più maturi, fanno stare bene. Marlene fa così con tutti noi… E allora che cosa possiamo fare noi, per festeggiarla?