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La Mela dal seme d’oro

Ilaria Vecchietti


La Mela dal seme d’oro
di
Ilaria Vecchietti

Nei meleti incantati della Val Venosta, tra le vette innevate che vegliano come antichi guardiani su Maso Corto e sulle mura secolari di Glorenza, le mele non erano semplici frutti: erano gemme rosse, lucenti come rubini catturati dal sole del pomeriggio. I filari si stendevano lungo i pendii come onde verdi, fluide e respiranti, custodi di un ritmo segreto che pareva appartenere più alla terra che alle mani degli uomini. Chiunque vi si avventurasse percepiva che quell’armonia non era solo frutto del lavoro dei contadini, ma di un’antica magia radicata nel suolo, nutrita dalle acque glaciali e dai venti che scendevano dai monti. Quando il crepuscolo avvolgeva la valle e le campane di Glorenza intonavano l’Ave Maria, le mele sembravano sussurrare tra loro, narrando leggende di spiriti alpini e promesse dimenticate, sepolte sotto le radici dei vecchi meli che le vegliavano da generazioni.
Tra tutte, su un albero vicino a un piccolo maso incastonato tra i pascoli dorati della Val Venosta, nacque Marlene: una mela speciale, diversa dalle sue sorelle.
Non era un nome che avesse scelto da sola. Era stato il vento, in una notte di luna piena, a sussurrarglielo.
La sua buccia era di un rosso così intenso da catturare ogni riflesso del tramonto che scendeva tra i monti, mentre un profumo dolce, con un leggero sentore di spezie, si sprigionava ogni volta che la brezza alpina la sfiorava. Marlene non era solo una mela: era un frammento di luce, un piccolo prodigio della valle.
Ma la vera meraviglia si nascondeva nel suo cuore: un piccolo seme d’oro, che brillava come le stelle riflesse sui torrenti alpini, pulsante di un potere antico e misterioso. Sembrava custodire i segreti delle montagne, dei boschi e delle valli circostanti, un frammento vivo della magia stessa della Val Venosta.
Gli altri frutti la osservavano con un misto di curiosità e timore. Le foglie degli alberi tremolavano sopra di loro, come un sipario mosso dal vento delle Alpi, e ogni fruscio sembrava un sussurro che parlava di prodigi e misteri antichi. Perfino i meli vicini sembravano inchinarsi lievemente, come se riconoscessero un potere antico e nascosto. Il vento alpino trasportava un aroma dolce e speziato, mescolato al profumo dei prati e dei boschi circostanti, e persino il ronzio lontano delle api si faceva quasi un sussurro, come se l’intera valle trattenesse il respiro davanti a quella piccola meraviglia rossa.
«Perché brilliamo meno di lei?» sussurrò una mela verde, la voce tremante come un ruscello che scorre tra le rocce alpine, mentre le foglie frusciavano lievi sopra di loro, come per ascoltare la risposta.
«Non è come noi» mormorò un’altra mela, dal rosso pallido, con reverenza, come se Marlene custodisse un segreto antico quanto le montagne che circondano la valle, un mistero che nessun frutto aveva mai osato sfiorare.
«Quella non è una mela qualunque» bisbigliò una mela gialla...

DESCRIZIONE

“La mela dal seme d’oro” è una fiaba magica ambientata tra i meleti del Trentino-Alto Adige. Marlene, una piccola mela dal cuore puro, affronta un viaggio di coraggio e sacrificio per proteggere la sua valle dal gelo eterno. Tra spiriti del bosco, voci antiche e la forza del seme d’oro, scoprirà che anche la più fragile delle creature può cambiare il destino della terra.


ISPIRAZIONE

Essendo una scrittrice di genere fantasy, ho voluto dar vita a una fiaba incantata che unisce la magia e gli spiriti della natura ai suggestivi paesaggi del Trentino-Alto Adige, creando un mondo dove realtà e meraviglia si intrecciano armoniosamente.