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Il mistero verde

carmelina caliento


Ho mangiato una mela.
Ho mangiato una mela Marlene.
Ho mangiato una Granny Smith — e nel vedere quel verde lucido, la sua forma tondeggiante e perfetta, ho immaginato un luogo che non avevo ancora visto: l’Alto Adige.

La mela, frutto universale, semplice ma misterioso.
Un frutto che nasconde e rivela, come la natura che cela i suoi segreti tra le montagne.
Le mele Marlene nascono da un equilibrio silenzioso tra luce, altitudine e cura umana: un mistero che si trasforma in gusto, un segreto che si fa dolcezza.

La mela di Marlene non solo nutre, ma racconta:
racconta il respiro delle Dolomiti, il ritmo lento delle stagioni, la mano dell’uomo che la raccoglie con rispetto.

Perché in natura ciò che sembra semplice è, in realtà, profondamente meraviglioso.
E forse il vero mistero della mela è proprio questo:
racchiudere il mondo in un gesto quotidiano — il morso di chi sa riconoscere la bellezza nascosta delle cose.

DESCRIZIONE

Un breve testo narrativo e poetico che parte da un gesto quotidiano — mangiare una mela — per compiere un viaggio immaginario verso l’Alto Adige. Attraverso il colore verde lucido della Granny Smith Marlene, riscopro il legame tra l’arte, la natura e la meraviglia nascosta nelle cose semplici. La mela diventa simbolo di equilibrio tra uomo e ambiente, di mistero e armonia, come nei quadri di Magritte: un invito a guardare oltre l’apparenza e a gustare la bellezza della terra che la genera.


ISPIRAZIONE

L’ispirazione nasce dall’iconica mela verde di René Magritte, simbolo di mistero e di sguardo interiore. Nel mio testo, quella mela prende vita reale nel frutto Marlene, nato tra i monti dell’Alto Adige. Ho voluto unire l’immaginazione dell’arte con la concretezza della natura: la mela di Magritte che nasconde il volto dell’uomo diventa, qui, la mela che rivela un luogo, un paesaggio, una cultura.Nel gesto semplice di un morso si nasconde l’infinito della natura, di una terra e della sua poesia.