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IL PRIMO QUADRO DI SARA

MARIA GRAZIA SELVA


Sara era una bambina vivace di 8 anni che viveva con i suoi genitori in città. Per le vacanze estive, i suoi genitori decisero di portarla in un piccolo paese incastonato tra le Alpi, dove ad aspettarli c’era la nonna con la casa piena di profumo di torta alle mele e le finestre che si affacciavano su prati verdi e montagne silenziose.
Per tutto il tragitto, Sara aveva il naso incollato al finestrino. Le case grigie sparivano una dopo l’altra, e al loro posto comparivano campi, alberi, e poi… le montagne. Alte, silenziose, immense. Appena scese, l’aria fresca le riempì i polmoni e le guance si arrossarono. Intorno a lei, solo verde, azzurro e silenzio. Ma non un silenzio vuoto: un silenzio pieno di suoni nascosti. Il fruscio delle foglie, il ronzio delle api, lo scroscio lontano dell’acqua che scendeva dalla montagna.
Sara non lo sapeva ancora, ma stava per scoprire che la natura non era solo bella da guardare.
Era un’opera d’arte viva, fatta di colori, odori, sapori…
“Qui le mele non si comprano,” disse la nonna. “Si raccolgono.”
Sara non capiva bene cosa volesse dire. Ma lo scoprì la mattina dopo, quando la nonna la portò in mezzo ai meleti, poco dopo l’alba. Gli alberi erano pieni di frutti rossi, lucidi come dipinti, baciati dalla luce dorata del sole che sorgeva dietro le cime. C’erano file e file di alberi ordinati come un disegno perfetto, e tutt’intorno, le montagne torreggiavano maestose, come muse silenziose che osservavano dall’alto.
“È bellissimo,” sussurrò Sara. La nonna annuì. “Ogni mela è diversa. Ogni ramo ha la sua forma. La natura è l’artista migliore che esista.”
Quella frase rimase nella testa di Sara tutto il giorno. Non era solo un frutteto. Era un quadro vivente. I colori cambiavano con la luce. L’aria profumava di dolcezza e terra bagnata. Ogni mela sembrava lucidata a mano, ogni foglia aveva sfumature uniche. Il pomeriggio, si sedette sotto un melo e cominciò a disegnare. Non era una grande artista, ma voleva catturare qualcosa di quel momento.
Disegnò un ramo, una mela, poi tutto l’albero. A un certo punto smise e guardò verso le montagne, dove il cielo si stava colorando di rosa.
Quel tramonto non sembrava reale.
Le cime alpine si erano tinte di arancio, le nuvole danzavano lente sopra i prati, e i meleti brillavano come se ogni foglia fosse fatta d’oro. Sara capì allora che la nonna aveva ragione.
La natura non ha bisogno di cornici. È già un’opera d’arte.
La mattina seguente, preparò una piccola esposizione nel cortile della casa della nonna: mise i suoi disegni su un vecchio tavolo di legno, raccolse alcune mele diverse tra loro e scrisse una frase su un cartellino:
“Ogni mela è un’opera d’arte. Basta saperla guardare.” – Sara
Le persone che passavano davanti al maso sorridevano, si fermavano a leggere, e qualcuno lasciava anche un complimento. Quando tornò in città, portò con sé una mela raccolta con le sue mani e
la certezza che la natura, se osservata con occhi attenti, è il più grande museo del mondo.

DESCRIPCIÓN

Sin da bambina ho vissuto a stretto contatto con la natura, sono figlia di agricoltori, mio padre aveva un'azienda agricola, quindi so cosa vuol dire svegliarsi presto la mattina, portare al pascolo gli animali, preparare il terreno nelle varie stagioni. La natura è stata la mia migliore amica durante tutta la mia infanzia. Per questo attraverso gli occhi di Sara ho voluto raccontare i colori e gli odori che si nascondono dietro ogni sacrificio fatto da persone che lavorano per portare il meglio


INSPIRACIÓN

Il mio viaggio di nozze l'ho passato per metà sulle alpi e stare lì, tra quelle montagne mi ha fatto scoprire quanto poco ancora siamo lagati alla natura presi dalla nostra vita frenetica. Quando è nata mia figlia abbiamo deciso di portarla in vacanza in montagna per farle respirare quei luoghi. Con Sara ho voluto raccontare la bellezza che si nasconde nelle cose semplici e il valore di saper osservare.