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Marlene

Donatella Garitta


- Perché non mi avete chiamata Maria? Perché mi avete dato questo nome che tutti sbagliano? Marlene è difficile, non lo capiscono, quando sono fortunata mi chiamano Marilina, altre volte Marilena
L’esasperazione di Marlene, dieci anni, lunghi capelli castani e intensi occhi grigioverdi, che vista l’arrabbiatura sembrano ancora più profondi è palpabile, non ne può più di sentire il suo bel nome storpiato dalle nuove compagne di scuola, maestre, bidelle.
Decido di raccontarle perché abbiamo scelto quel nome, mentre le sbuccio una mela sua omonima, rossa e croccante.
- La prima bambina conosciuta da tuo papà si chiamava così; è stato facile, aveva un bel suono ed è legato a un bel ricordo dell’infanzia di tuo papà.
- Ok mamma ma lo sbagliano quasi tutti; la mia vicina di banco si chiama Maria e nessuno sbaglia il suo nome!
- Vedrai col tempo le cose cambieranno, non crucciarti troppo, pensa che mi chiamavano Donatella mortadella!
- Veramente?
- Sì e la mortadella nemmeno mi piaceva! Pensa che, proprio come te, la mela Marlene non è una sola, ma è un marchio che raggruppa tante varietà, ognuna con le sue sfumature. Tu sei unica, non devi essere uguale a 'Maria', che è un nome bellissimo, ma diverso. Il tuo è speciale, proprio come la mela che ti sto sbucciando!

Il cellulare di Marlene sembra impazzito, si susseguono messaggi a raffica.
- Bhe cosa succede? Sembra che tutti ti vogliano.
- Uffi, i miei compagni mi scrivono che sono appena passata in TV.
- Scusa?
- Sì, è passata la pubblicità di mela Marlene e ‘sti simpaticoni non possono fare a meno di scrivermi; Maria mi dovevate chiamare
- Bha non credo proprio, hai un bel nome e mi sono anche documentata sulla mela, ha una storia niente male: è nata qualche anno dopo di te, è la Figlia delle Alpi, è un frutto che ha bisogno della sua terra per avere quella croccantezza che ci ha conquistati fin dal primo morso.
- Vabbè mamma dai, è una mela, lo so che vuoi mettere poesia in tutto ma adesso esageri!
Beata gioventù! Quindici anni sono pochi per cogliere le sfumature della vita. La mela e mia figlia condividono il nome, la stessa sillaba iniziale che rotola sulla lingua, ma la loro vera analogia è la loro unicità, maturata col tempo. Proprio come la mela Marlene, mia figlia è un equilibrio perfetto di dolcezza e quel pizzico di acidità che la rende forte. È una personalità con radici profonde, che ha bisogno del suo tempo per sviluppare la sua identità più profonda.

- Lo sai mamma, oggi mi è capitata una cosa bella!
- Raccontami
- Ero in metro e ho visto la prof di farmacologia, l’ho salutata e lei ha risposto con un bel: - Ciao Marlene, come va?
- Hai visto, alla fine il tuo nome ha lasciato il segno: ricordi cosa ti dicevo della mela? Che ha bisogno delle stagioni precise per trovare il perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità? Tu hai trovato il tuo equilibrio, la tua maturità, sei la donna che, come la mela, si è fatta riconoscere per le sue qualità e ha lasciato un ricordo forte.
- Vero mamma

DESCRIPCIÓN

Breve racconto (ho dovuto "tagliare" per rispettare le 3000 battute) con parallelismi tra il nome di una persona e quello della mela


INSPIRACIÓN

Mia figlia si chiama Marlene e gli episodi raccontati sono realmente accaduti; il parallelismo con le caratteristiche della mela... è stato facile, sin dall'inizio delle prima "difficoltà".